Palermo archeologica

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Sotto il centro storico di Palermo vi sono, in buona parte ancora sepolti, i resti dell’antica Panormos, che insieme a Mozia e Solunto, furono le tre città nelle quali si ritirarono i Fenici “quando i Greci giunsero in gran numero” per conquistare la Sicilia. La vita e le vicende stesse dell’originario insediamento, fondato nell’VIII secolo  A.C. su una lingua di terra  tra i torrenti Kemonia e Papireto, sono legate all’esistenza del grande porto che le valse, presso i Greci, il nome di Panormos (tutto porto). La città nel 480 A.C. fece infatti da base per la flotta Cartaginese durante lo scontro con i Greci, e, nel 254 a.C. capitolò soltanto dinanzi alla potentissima flotta di Roma.
Non sono molti i resti visibili. ma é conosciuta l’antica struttura urbana con strade a pettine distinta in: città vecchia-Paleapolis e città nuova-Neapolis.
La parte meglio conservata e più conosciuta dell’antica cinta fortificata, risalente al V sec. a.C., di tipo greco, a grandi blocchi disposti  a filari regolari, senza l’uso di malta, è quella lungo il Corso Alberto Amedeo, tra la piazza Peranni e la piazza Indipendenza. Sui blocchi di pietra che la compongono, sono incisi dei segni, forse delle lettere puniche di riconoscimento. Recenti scavi nell’area del Palazzo dei Normanni e, precisamente, al di sotto della “Sala del Duca di Montalto” hanno messo in luce altri resti delle fortificazioni dell’antica città.