Palazzo Gravina di Rammacca (ex Filangeri di Santa Flavia)

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Il palazzo Gravina di Rammacca si trova di fronte il Palazzo Celestri di Santa Croce, tra la barocca via Maqueda e l’asse medioevale che oggi si chiama via Bosco.
L’imponente facciata principale del Palazzo che dà sulla via Maqueda è ottocentesca, mentre una magnifica facciata rinascimentale si può ammirare sulla Via Bosco. Essa si presenta con un elegante portale poggiato su peducci a testa d’arpìa e delle finestre dalla sagoma disadorna e nervosa.
L’ingresso sulla via Maqueda immette in un vasto cortile dove un tempo c’erano rimesse e “putìe”(botteghe). Da qui una luminosa ed ampia scalinata porta ai piani superiori dove si snodavano gli ampi saloni del piano nobile.
Il Palazzo è stato  deposito di mobili, scuola elementare e sede di varie associazioni che nel tempo hanno stravolto l’insieme e cambiato l’assetto dei locali.
L’attuale sala d’ingresso doveva un tempo essere la “Sala d’armi” ed è, classicamente, affrescata con lo stemma dei due casati che possedettero  il palazzo.
Proseguendo, un’ apertura conduce nella stanza della musica con affreschi di puttini che suonano strumenti musicali.
Ancora oltre si entra in una stanza che doveva essere la stanza da letto perché affrescata con figure di donne dormienti ed è arricchita da un camino di fine marmo bianco. A destra una porta immette nel salone delle feste o dei “quattro continenti”  affrescati nei quattro angoli del soffitto, con le relative scritte: Asia, America, Africa ed Europa.
Nel resto della volta delle leggiadre figure femminili danzano con tutt’intorno uno scenario campestre, puttini stucchi ed ori.
Un certo pittore Attanasio lo firma nel 1892. Questo salone conserva ancora resti della sfarzosità di un tempo: porte decorate con lamina di oro zecchino, smalto e fiori.
Da questo salone, tramite una porta ci si immette in una stanzetta forse una ex biblioteca, con alla destra un meraviglioso camino in maiolica verde, arricchita da affreschi orientalizzanti.
Tramite un giardino d’inverno, infine, si accedeva a delle sale per gioco, piccole stanze per il riposo dei bambini e locali della servitù.