Al Capo di Palermo il Barocco che non ti aspetti: visite gratuite nella chiesa dell’Immacolata Concezione

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  • 29 febbraio, 28 marzo e 4 aprile 2020
  • 10.00 e 11.00
  • Ingresso esclusivamente su prenotazione
  • Per partecipare è necessaria la prenotazione al numero 091 6622261 o all’indirizzo eventi@bancasantangelo.com (specificando giorno e ora prescelti)
Recuperare e valorizzare i beni culturali, artistici e architettonici della Sicilia: seguendo questa vocazione, che da sempre la contraddistingue, la Banca Popolare Sant’Angelo organizza a Palermo tre speciali visite guidate alla scoperta della chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo (via Porta Carini 38), ritenuta la più importante testimonianza del Barocco palermitano.

I tre appuntamenti si inseriscono nell’ambito del nutrito programma di eventi che l’istituto di credito ha organizzato per celebrare il prestigioso traguardo dei 100 anni dalla sua fondazione, avvenuta a Licata in provincia di Agrigento nel 1920.

Le visite gratuite (su prenotazione) sono in programma sabato 29 febbraio, 28 marzo e 4 aprile in due turni a scelta alle 10 e alle 11 e sono condotte dal dottor Jean Paul Barreaud, conferenziere nazionale francese e guida autorizzata in Sicilia da trent’anni, nonché fondatore di Sicilia Svelata.

È possibile prenotare una visita a scelta chiamando il numero 091 6622261 oppure inviando una mail all’indirizzo eventi@bancasantangelo.com, specificando giorno e ora prescelti.

Le tre visite guidate sono un’occasione imperdibile per conoscere e ammirare la chiesa situata nello storico quartiere Capo della città, a poca distanza da Porta Carini.

Se all’esterno la facciata appare particolarmente severa, secondo i canoni tipici del primo Barocco romano, all’interno la chiesa dell’Immacolata Concezione è una vera sorpresa: strutturato a unica navata, con un’impostazione tipicamente rinascimentale, l’interno dell’edificio è ricco di decorazioni marmoree policrome.

Un tripudio di riccioli e volute, cornici e modanature, decori floreali e ghirlande fitoformi, foglie d’acanto e gigli stilizzati, capitelli e rilievi rendono gli interni della chiesa un luogo dal fastoso ma equilibrato inno artistico al sacro.

In passato la chiesa faceva parte dell’omonimo monastero benedettino, costruito nel 1576 per volere della nobildonna Laura Imbarbara, vedova senza figli di don Sigismondo Ventimiglia, ma la costruzione dell’attuale complesso fu conclusa solo nel 1612.