Sacra terra…

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Sacra terra dove la poesia fece udire i suoi più dolci accenti, dove la storia incise con lettere immortali le sue più belle pagine, dobbiamo dunque lasciarti! Già voi fuggite lontano da me, antiche republiche di Segesta, di Selinunte e di Agrigento, patria di Empedocle, dei Falaride, dei Terone! Teatri, templi famosi, luoghi fascinosi cantati da Pindaro, da Virgilio, da Teocrito, addio!
Ed anche tu, che fosti la rivale di Atene, Siracusa, le cui ampie vestigia raccontano ancora tante grandiosità; limpide acque d’Aretusa e di Ciane, luoghi in cui nacque e morì Archimede, voi tutti, accogliete i miei addii!
Addio, meraviglia della natura, maestosa Etna! ho affrontato le tue nevi e i tuoi rimbombi; ho visto le tue alte e biancheggianti colonne di fumo dissiparsi lentamente nello spazio; dalla sommità della tua sublime ed eterna torcia ho visto i tuoi fianchi cavernosi, buia dimora di vulcano; la lira di Omero ha riecheggiato nel mio orecchio; di lassù, bella trinacria, il mio ultimo sguardo ha spaziato su te!
Dolce ricordo, che portato sulle ali delle vostre nuvole fin sulle ridenti rive della Marna viene ancor oggi ad incantare i miei occhi e a rendere più dolce la pace dei miei ozi!