Pratiche devozionali e gioco d’azzardo a Palermo, nell’ottocento (1814-1816)

Read English version

 
 
“Quando i medici danno per spacciato un paziente, si ritiene necessario amministrare il sacramento dell’estrema unzione e conseguentemente il viatico è portato per le strade sino alla casa del morente con solennità, preceduto da stendardi, bruciar d’incenso e suono di un campanello; mentre la processione avanza tutti si inginocchiano, rialzandosi solo quando è passata; chi è in casa, udito il campanello si precipita alla finestra (con una luce, se è sera) e si inginocchia in preghiera. Una sera mi trovavo nei locali della Conversazione Carolina a Palermo e qui molti dei più importanti pari di Sicilia giocavano a  Rouge et Noir, c’erano già state diverse mani e le puntate erano aumentate sino a raggiungere cifre considerevoli; ognuno attendeva ansiosamente il prossimo giro, ma in un momento tanto critico bastò che si udisse il suono del campanello perchè le carte sparissero; chi teneva banco raccolse il proprio danaro in un fazzoletto e principi e duchesse e duchi e principesse caddero in ginocchio, in promiscua confusione e vi rimasero sinchè il viatico non fu passato”.