X edizione di “iDesign: MUSY. STORIA DI UNA COLLEZIONE REGALE

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MUSY. STORIA DI UNA COLLEZIONE REGALE

a cura di Daniela Brignone ed Evelina De castro

Galleria Regionale di Palazzo Abatellis

Dal 16 ottobre al 20 novembre 

                                                                                               

Si è svolta domenica 16 ottobre, con grande partecipazione di pubblico, l’inaugurazione della mostra Musy. Storia una collezione regale.

Nella storia della gioielleria italiana tra Ottocento e Novecento, la produzione dei Musy, maestri orologiai, poi anche orafi e gioiellieri, provenienti dalla cittadina di Massongy nel territorio chiablese e trasferiti a Torino nel 1707, rappresenta un patrimonio materiale e immateriale dall’enorme valore artistico, più volte messo a confronto con i noti esempi internazionali quali Lalique, Cartier, Gaillard, Mellerio.
A Palermo, città nella quale i Savoia hanno regnato, seppur per un breve periodo (1713-1720), nella stessa epoca in cui i Musy cominciavano ad intrecciare i primi rapporti con la Casa Reale, una selezione di disegni, documenti e fotografie della storica ditta, provenienti dall’Archivio di Stato di Torino e da collezionisti privati, sono esposti presso la Galleria regionale di Palazzo Abatellis. La mostra racconta una storia di regnanti e di cerimoniali, di sfarzi e di passioni, di collezioni, di relazioni e di reciproche influenze che segnarono epoche, indirizzando i gusti.
Musy fu tra i fornitori più stimati di Casa Savoia, per la quale realizzò gioielli di incomparabile bellezza e, in alcuni casi, ne adeguò le fogge ai dettami dell’ultima moda. Una parte di essi andarono a costituire il tesoro della Corona sabauda.
All’inaugurazione della mostra erano presenti, oltre alle curatrici, Daniela Brignone ed Evelina De Castro, quest’ultima direttrice di Palazzo Abatellis, il direttore dell’Archivio di Stato di Torino Stefano Benedetto e Laura Gazza, proprietaria dello storico negozio Musy di via Po.
“Quella dei Musy è una storia familiare e professionale avvincente – sostiene Daniela Brignone – segnata da incontri importanti, come quello con il poeta Gabriele D’Annunzio, e da straordinarie gratificazioni provenienti dalle case regnanti per le quali i Musy divennero depositari di informazioni confidenziali e di grande fiducia. La mostra porta a ripercorrere i momenti significativi, i mutamenti stilistici e le scelte strategiche della ditta, nonché le trasformazioni storiche e sociali del territorio piemontese attraverso tre secoli, in relazione alla storia europea.”
La produzione Musy introduce in atmosfere lussuose, narrando, per ogni singolo pezzo, la storia del committente, legata al gusto e all’occasione per la quale veniva regalato o indossato. Un’uniformità di motivi e l’utilizzo di pietre preziose su elaborate e quasi invisibili montature in metalli preziosi diedero vita a lavori di gran pregio rivolti ad una clientela internazionale facoltosa. Parte di questi gioielli, molto classici nella concezione, accrescevano il loro valore grazie alla difficile combinazione delle pietre, spesso incastonate in moduli smontabili da ricomporre in diversi modi. In Sicilia, tracce dei Savoia e della produzione Musy, esposti in mostra, si rilevano nella collezione del museo regionale di Palazzo Mirto. “La fama di Palazzo Abatellis – come rileva Evelina De Castro – si lega anche alla sua ricca collezione di stampe e disegni del Rinascimento e del Barocco e, in continuità, la Galleria accoglie con grande interesse le tardo ottocentesche grafiche di Musy che esprimono un alto valore artistico in sè, oltre che in relazione alla storia delle arti applicate, dimostrando come attraverso i secoli il disegno sia alla base del processo creativo e progettuale dell’arte. Le connessioni emerse fra l’epoca, la produzione dei Musy e le raccolte di Palazzo Abatellis e di Palazzo Mirto, evidenziano, inoltre, ancora una volta l’importanza dei musei come luoghi in cui si custodisce la memoria della civiltà, dove il principio originario di raccogliere per conservare e tramandare testimonianze d’arte e di storia fa sì che occasioni come questa mettano in luce materiali dai depositi o dagli arredi che propongono punti di vista inediti, come nel caso del bozzetto acquerellato per il concorso del Vittoriano o delle suppellettili di produzione Musy di palazzo Mirto”.
In costante aggiornamento, alla ricerca delle novità più sorprendenti, dalla fine del XIX secolo Musy si lasciò contagiare dalla febbre per il Liberty, pur continuando a produrre i pezzi più classici: viaggiando per l’Europa e visitando le esposizioni, nazionali e universali, la ditta creò sinergie professionali, sviluppando nuove linee di ricerca che portarono la ditta a confrontarsi con realtà internazionali all’Esposizione di arti decorative di Torino nel 1902 e alla Biennale di Venezia del 1903 e del1905.

In foto, la regina Margherita con i gioielli Musy

Info
Musy. Storia di una collezione regale
A cura di Daniela Brignone ed Evelina De Castro
Galleria regionale di Palazzo Abatellis
Via Alloro, 4
Dal 16 ottobre al 20 novembre 2022
Orari: mart-sab 9,00-18,30; dom 9,00-13,00