Palermo

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Palermo è Unesco! E vanta un patrimonio di “sublime valore artistico” che affascina da secoli i nostri ospiti.

Prima tappa del nostro itinerario è la cattedrale di Palermo consacrata alla Madonna Assunta. Fondata intorno al 1184, la cattedrale sorge dove i musulmani avevano edificato una moschea durante la loro dominazione (IX- XIsec.): un gioiello di estrema bellezza che vi toglierà il fiato e la sua mescolanza di stili architettonici rivela la storia del suo glorioso passato.

A rendere la cattedrale una tappa importante e obbligatoria per il turista religioso è ciò che custodisce al suo interno: le reliquie di Santa Rosalia, patrona della città, e il sarcofago con le spoglie mortali del Beato Padre Pino Puglisi.

Santa Rosalia

Santa Rosalia visse in Sicilia nel XII secolo. Figlia di nobili, all’età di 15 anni circa viene data in sposa al conte Baldovino. La giovane Rosalia al matrimonio preferisce la vita eremitica e così vive per 12 anni, prima, in una cavità carsica nel bosco della Quisquina e per 8 anni, dopo, in una grotta sul Monte Pellegrino di Palermo. La storia ci racconta che le ossa della Santa, ritrovate su Monte Pellegrino nel 1624, portate in processione per le strade della città salvarono Palermo, nel 1625, dalla peste. Le reliquie della Santa sono custodite all’interno di un’urna d’argento e vengono portate in processione durante la festa patronale, u festinu, del 15 luglio. Uno dei punti di riferimento dei luoghi di culto di santa Rosalia è anche il santuario su Monte Pellegrino dove la Santa visse e morì. Ogni anno, come da tradizione, nella notte tra il 3 e il 4 settembre i devoti si recano a piedi al santuario “acchianata” (salita), talvolta anche scalzi o in ginocchio, attraverso un sentiero di circa 4 chilometri. L’acchianata non è solo una tradizione religiosa, ma un vero e proprio pellegrinaggio, “un gesto di amore e di eterna gratitudine che ogni anno i palermitani compiono come atto di fede” alla loro Santuzza. Santa Rosalia è anche patrona di Vicari e si festeggia il 24 e il 25 Settembre

 C.so Vittorio Emanuele, snc, 90134 Palermo

sito web: www.cattedrale.palermo.it/

tel. 091 33 43 73 – fax 091.334375 – cell. 379 26 04 223

Santuario: via Pietro Bonanno

sito web: www.santuariosantarosalia.it/

tel: 091 54 03 26 – cell. 345 94 24 567

Beato Padre Pino Puglisi

Dopo la beatificazione per il martirio “in odio alla fede”, avvenuta nel 2013, e la visita di Papa Francesco nei luoghi del martirio di don Pino Puglisi, avvenuta lo scorso 15 settembre 2018, sono sempre più numerosi i fedeli che si recano alla cattedrale di Palermo per rendere omaggio alle spoglie mortali del Beato. Conosciuto dal grande pubblico grazie ai vari film realizzati sulla sua figura, Padre Pino Puglisi è il grande parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia nel 1993, proprio nel giorno del suo 56° compleanno. Altri luoghi legati alla vita del Beato divenuti tappe obbligatorie per chi desidera rendere omaggio a Padre Pino Puglisi sono: la chiesa di San Gaetano dove il sacerdote era parroco, il luogo dove è stato ucciso, ossia piazza Anita Garibaldi dove si trova la propria abitazione, divenuta casa- museo ( nella piazza è possibile ammirare un murales di 9 metri che ritrae il beato realizzato dall’artista Igor Scalisi Palminteri) e il centro Padre Nostro, fondato sempre dal Beato nel 1991 per allontanare i giovani di Brancaccio dai pericoli della strada e dalle possibilità di reclutamento da parte della mafia. Padre Pino Puglisi è una delle figure siciliane più importanti della lotta alla mafia degli ultimi tempi. Nel Comune di Godrano, in provincia di Palermo, dove il Beato è stato parroco dal 1970 al 1978 è visitabile, dietro appuntamento, il museo a lui dedicato sulla sua attività pastorale nel piccolo Comune. Sempre a Godrano è possibile percorrere, all’interno della Riserva Naturale Orientata Bosco di Ficuzza, degli itinerari spirituali naturalistici chiamati “Sulle orme del Beato Giuseppe Puglisi”, che il parroco amava effettuare con i giovani del luogo.

 Tomba: vd cattedrale di Palermo

Centro Padre Nostro

sito web: www.centropadrenostro.it/

tel: 091 630 11 50

Casa Museo: www.casamuseobeatopuglisi.it

San Benedetto il Moro da San Fratello, San Benito Da Palermo

Benedetto Manasseri, nato nel 1524 da schiavi africani in Sicilia, è Compatrono di Palermo dal 1652. Il Santo è riconosciuto dalle stesse persone di colore come loro protettore e può essere considerato un santo senza frontiere perchè sono tanti i Paesi in tutto il mondo in cui viene venerato: Sicilia, Sardegna, Spagna e Sudamerica. In Venezuela il Santo viene anche venerato dai discendenti degli schiavi africani (Togo, Nigeria, Angola..) e a lui è stata dedicata la canzone “Fiesta de San Benito” portata al successo dal celebre gruppo cileno Inti-Illimani. “Sono sempre tanti i turisti sudamericani – riferisce padre Vincenzo del Convento di Santa Maria di Gesù di Palermo – che attraversano l’Oceano per venire qui a porgere un saluto al Santo. E la loro commozione è anche la nostra quando scoprono le spoglie mortali del loro amato Santo, qui conservate, perfettamente incorrotte”. Non distante dal convento si trova l’Eremo di San Benedetto ove è possibile pregare ai piedi di uno dei cipressi più antichi d’Italia, dichiarato albero monumentale ed entrato nell’elenco dell’Assessorato Regionale ai Beni culturali, e che, leggenda vuole, sia stato piantato dal Santo.

Convento Santa Maria di Gesù: Salita Belvedere 3

tel. 091 44 51 95 – cell. 380 69 63 119

Cappella Palatina

Vero capolavoro di arte religiosa la Cappella Palatina è stata definita dallo scrittore francese Guy de Maupassant nel 1885 “la più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano”. Incoronata lo scorso 2016 dal britannico Daily Telegrapfh come chiesa più bella d’Italia, la Cappella Palatina si è classificata 14esima nella classifica delle 23 chiese più belle al mondo.

sito web: www.federicosecondo.org/

tel: 091/7055611