IL PARCO DI VILLA MALFITANO

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Il parco di Villa Malfitano è una delle tipologie di giardino privato più apprezzate in Sicilia; realizzato nella seconda metà del XIX secolo dalla famiglia Whitaker che, a Palermo, è stata ideatrice di tanti altri tipi di giardino che, sfortunatamente , non possono oggi essere apprezzati nella loro interezza.

Il parco di Villa Malfitano rimane sostanzialmente l’unico parco immutato e intatto, ed è così perché non è mai mancata la necessaria cura. Questa cura, dalla sua costituzione nel 1975, è stata data dalla Giuseppe Whitaker Foundation.

Il terreno per la costruzione della villa fu acquistato nel 1885. Il parco iniziò ad essere allestito l’anno successivo, dopo l’inizio dei lavori per la costruzione della piccola dimora.

Della totale superficie di circa 7 ettari, 5 ettari e mezzo sono stati riservati al parco e al complesso edilizio, mentre il resto del terreno ha continuato a essere utilizzato per la coltivazione di agrumi. Oggi, il parco da solo occupa una superficie di oltre 4 ettari.

Nella parte anteriore, che si affaccia su Via Dante, i percorsi erano tracciati alla moda inglese in modo da alternare, in successione, spazi aperti con grandi masse di vegetazione e stagni.

Successivamente, il tratto accanto alla parte posteriore dell’edificio fu invece progettato principalmente in stile italiano, con piccoli percorsi ed elementi di vegetazione disposti geometricamente e in simmetria con la distribuzione marginale delle masse più grandi, creando un cortile intorno all’edificio centrale. Conformemente a questo criterio e al fine di mascherare gli annessi, nelle aiuole laterali e lungo i percorsi perimetrali sono stati collocati alberi, mentre le aiuole centrali furono prevalentemente occupate da piante erbacee e arbusti e gruppi isolati di alberi. In continuità con il giardino all’italiana ma in posizione marginale e un po’ riparato, fu organizzato un angolo ricco di elementi romantici: una piccola collina, un rivolo, un laghetto e persino un piccolo labirinto sotterraneo, probabilmente ricavato da qualcosa del tipo che esisteva già.

Le prime piante messe lì furono portate direttamente da Giuseppe Whitaker dalla Tunisia, da Sumatra, dall’Australia e da vari altri paesi esotici e furono piantate dal primo capo giardiniere, Emilio Kuzman.

Dopo l’allestimento, il parco continuò ad essere curato con assiduità fino alla morte dell’ultimo rappresentante della famiglia, Delia Whitaker, nel 1971.

Dal momento in cui il parco è stato allestito per la prima volta, le piante hanno avuto il tempo di svilupparsi completamente, raggiungendo talvolta dimensioni monumentali. Questo sviluppo non ha avuto effetti dannosi sulla struttura della villa, grazie al buon progetto della disposizione o layout del verde.

Tuttavia, attualmente l’intero parco mostra gli effetti del passare del tempo, soprattutto per quanto riguarda l’età di alcuni esemplari, alcuni dei quali sono inevitabilmente danneggiati dai parassiti.

La flora di Villa Malfitano è rimasta nel complesso piuttosto immutata per qualità e quantità. Le variazioni più marcate si riferiscono agli ultimi decenni.

La caratteristica più peculiare di questa flora è la sua originalità. L’attenta collocazione delle piante che distinguono il giardino dagli altri a Palermo, nonostante la ricchezza di questi posti, va di pari passo con grande cura per la qualità, accentuata dal carattere monumentale di alcune piante e dalla rarità di alcune di esse. Tra le piante particolarmente degne di menzione vi è un’elegante e rara forma di Ficus magnolioides, un esemplare di Araucaria rulei, una specie originaria della Nuova Caledonia e finora non esplicitamente menzionata come presente nella flora dei giardini europei, e un magnifico esemplare di Yucca australis, originario del Messico e, insieme a uno presente a Villa Sofia, documenta certamente la prima introduzione di questa specie nel continente europeo. Notevolmente interessante è anche la presenza di Jubaea spectabilis, la palma di coquito del Cile Mediterraneo, e quella di Phoenix reclinata, di Nolina recurvata e Nolina stricta, rispettivamente dell’America centrale e meridionale, di Dioon edule e numerose altre Cicadaceae, come quelle di bellissime dracaene tra cui il “sangue di drago” delle Isole Canarie, con il suo aspetto espressivo e le sue peculiari doppie ramificazioni. Non meno importanti sono alcune conifere, tra cui Thuja gigantea, Pinus Banksiana e Sequoia sempervirens. Le piante catalogate sono attribuite a 174 specie appartenenti a 120 generi di 61 famiglie.

Per il carattere tropicale degli elementi costitutivi della flora così come sono presentati, oltre che per alcune altre peculiarità, il parco di Villa Malfitano è uno dei più interessanti giardini storici siciliani e certamente italiani, ed è anche un arboreto di interesse scientifico, come l’Orto Botanico dell’Università di Palermo, con cui ha avuto e mantiene relazioni attive. (Tradotto da Katia Pallavicino  dal testo Inglese di Denis Gailor)